Simo Arshara | Simona Cerri
Digital Artist | Book & Visual Projects
Simo Arshara

Martin Clunes Art Project
Nel 2021, guardando Doc Martin, ho scoperto Martin Clunes — e qualcosa ha fatto clic.
All’inizio era solo curiosità. Ho iniziato a esplorare i personaggi che aveva interpretato, i film, le atmosfere, i luoghi. Poi quasi senza accorgermene ho iniziato a creare immagini.
Quella scintilla è arrivata in un momento preciso, come se andasse ad accendere qualcosa che era già lì in attesa. Non è stato solo l’inizio di questo progetto: è stato l’inizio di un percorso nuovo.
Attraverso questo lavoro mi sono avvicinata alla grafica digitale in modo molto più profondo. Ho iniziato a studiare, sperimentare, cercare un linguaggio visivo che prima non avevo ancora davvero esplorato — e quel passaggio ha cambiato anche il mio modo di lavorare con le immagini, il video e la composizione visiva.
Questo progetto è raccontato in modo più ampio nel sito dedicato: martinclunesartproject.com
![]() | ![]() | ![]() |
|---|---|---|
![]() | ![]() | ![]() |
![]() | ![]() | ![]() |
![]() |
PERCHÉ MARTIN CLUNES
Non c’è stata una scelta calcolata.
A colpirmi è stato prima di tutto il suo talento di interprete. Da ex regista, riconosco subito quando una presenza scenica ha qualcosa di raro: non solo tecnica, ma densità, misura, verità.
Poi è arrivato tutto il resto — il legame con la natura, con gli animali, con un certo modo autentico di stare nel mondo.
In qualche modo è diventato un catalizzatore a distanza. Non tanto il soggetto del progetto, quanto la persona che, senza saperlo, ha acceso un passaggio creativo importante nel mio percorso.
UNA NOTA SUL METODO
Tutte le opere sono costruite manualmente attraverso compositing digitale e post-produzione.
Nessuna immagine è generata automaticamente: ogni elemento viene cercato, scelto, ritagliato, assemblato e rielaborato a mano.
IL PROCESSO CREATIVO
Parto quasi sempre da un’immagine mentale, da un’intuizione o da una scena che comincia a prendere forma dentro di me.
Poi inizia la ricerca dei materiali — fotografie, texture, dettagli, frammenti visivi — e da lì costruisco per strati.
Aggiungo, tolgo, sposto, ricompongo, finché l’immagine non trova il suo equilibrio.
Non è semplice manipolazione fotografica. È costruzione.
L’immagine finale non esiste da nessuna parte prima di quel processo.
IN EVOLUZIONE
Questo progetto continua a crescere.
Ogni immagine è una tappa — non un punto di arrivo.









